Tra nordic walking ed escursionismo

 

Dall’applicazione della tecnica e dell’attrezzatura (essenzialmente i bastoncini) del nordic walking ai percorsi tipici dell’escursionismo, come sentieri, mulattiere, boschi, pietraie, pendii erbosi e perfino spiagge o terreni innevati, nasce il nordic hiking.

Lo si può considerare un’evoluzione della classica escursione breve in ambiente naturale (hiking) o del trekking di più giorni, in cui la semplice camminata è supportata dall’azione di spinta (ed in certe situazioni di appoggio) dei bastoncini da nordic walking, con alcuni adattamenti legati all’ambiente ed al tipo di terreno.

L’attrezzo che maggiormente caratterizza il nordic walking e lo differenzia da altre tecniche di camminata è il bastoncino lungo, derivato da quello usato per lo sci di fondo, dotato di apposito puntale e di lacciolo a forma di guantino che lo vincola al polso anche quando non è impugnato. Sempre orientato obliquamente all’indietro e puntato vicino alla proiezione a terra del baricentro del corpo, il bastoncino accompagna l’oscillazione del braccio che è sincronizzata con il movimento della gamba del lato opposto. La propulsione data dalle gambe è potenziata dalla spinta di spalle e braccia, che viene scaricata al suolo attraverso il bastoncino. Osservazioni sperimentali hanno rilevato che con una inclinazione del bastoncino di 45° circa il 70% della forza impressa si trasforma in spinta di avanzamento. La rullata del piede, con cui il peso del corpo si trasferisce gradualmente dal retro piede all’avampiede, la postura corretta e la naturalezza del movimento sono gli altri elementi fondamentali nella pratica del nordic walking. L’intensità di sforzo ed il livello di difficoltà permettono di distinguerne attività svolte per benessre, fitness e sport

Questa tecnica è la base anche per il nordic hiking. La diversa tipologia di ambiente implica una prevalenza di dislivelli e pendii, una maggior durata dell’attività (varie ore o addirittura giorni), la necessità di trasportare in uno zainetto alcune dotazioni (acqua, cibo, kit di pronto soccorso, bussola o navigatore, mappe, torcia, indumenti accessori, ecc.) e l’adeguamento delle calzature (scarponcini leggeri o scarpe da trail running) sempre in relazione alla lunghezza, alla difficoltà ed alla durata dell’escursione. In linea generale sarà più adatto un passo lento e ben ritmato, con appoggi dei piedi più vicini, rispetto al passo lungo e veloce del classico nordic walking in pianura. Sarà anche più frequente la necessità di utilizzare i bastoncini come appoggio, per esempio in salite e discese ripide, su terreni molto sconnessi o scivolosi, per superare ostacoli come tronchi, rocce, buche, ruscelli. La scelta dell’abbigliamento e più in generale tutta la pianificazione dell’attività dovranno comunque essere più accurate rispetto alle brevi uscite in pianura. Bisogna equipaggiarsi con berretto/bandana, occhiali da sole con adeguato fattore di protezione, creme solari, k-way o altri indumenti impermeabili/antivento in base alle condizioni meteorologiche previste o anche semplicemente possibili (n.b. ho visto persone con sandali infradito a 3000 m … ) e rispettare le basilari norme di sicurezza richieste da tutte le attività outdoor.  Dal punto di vista fisiologico e biomeccanico, il nordic hiking mantiene ed esalta tutti i benefici del nordic walking, scientificamente dimostrati da numerosi studi: maggior dispendio energetico rispetto alla normale camminata, buon allenamento cardiovascolare, minor sovraccarico sulla colonna vertebrale e sulle articolazioni degli arti inferiori, tonificazione dei muscoli addominali e di quelli profondi del tronco, stimolazione propriocettiva, effetti positivi sul benessere psicofisico. La gradualità nel dosare l’impegno in base allo stato di salute ed al livello di forma fisica, che è uno dei cardini del nordic walking, assume ancora più importanza nel nordic hiking per la difficoltà insita nell’ambiente in cui si pratica e per la maggior durata della singola sessione di attività.