Venti giorni

Venti giorni: tanto sono durate le disposizioni del contestato DM 24 aprile 2013 per quanto attiene la certificazione per praticare l’attività ludico-motoria e l’obbligatorietà dell’esecuzione dell’elettrocardiogramma a corredo del certificato di idoneità sportiva non agonistica.

Con la conversione in legge del “decreto Fare” da parte del Parlamento, il 9 agosto il Governo ha abolito in un sol colpo l'obbligatorietà dell'elettrocardiogramma per le attività non agonistiche e il certificato per quelle ludico-motorie e amatoriali. Si ripristina così la normativa precedente. Rimane infatti l’obbligo di certificazione presso il medico o pediatra di base per l’attività sportiva non agonistica; saranno poi gli stessi medici a stabilire annualmente, a seguito di anamnesi e visita, se i pazienti hanno bisogno di ulteriori accertamenti come appunto l’elettrocardiogramma.

La formulazione originaria del decreto legge del 24 aprile 2013 (Disciplina della certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale”) avrebbe comportato l’obbligo - per chiunque avesse voluto fare attività fisica o sport - di sottoporsi non solo a visita medica, ma anche ad accertamenti specialistici e strumentali come l'elettrocardiogramma. Con il risultato di allungare le liste di attesa, aggravare i costi per le famiglie, aumentare la spesa sanitaria e burocratizzare la pratica dell’attività fisica, scoraggiandola di fatto. Senza contare l’impatto negativo e contraddittorio che avrebbe avuto sul fronte delle attività di promozione di stili di vita sani e prevenzione delle malattie croniche.

Le modifiche apportate dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, non hanno però arrestato il dibattito, che è proseguito serrato con richieste di chiarimenti e prese di posizione delle Federazioni mediche dei medici di famiglia, dei pediatri di famiglia,  dei medici dello sport e di Enti di promozione sportiva.

In risposta a tali istanze, il Ministero della Salute con circolare del 11 settembre 2013 ha chiarito quanto segue.

·         La certificazione per l’attività ludico motoria e tutte le disposizioni correlate di cui all’art. 2 del DM  24 aprile 2013 sono state soppresse.

·         E’ stato parimenti abrogato il comma 3 dell’art. 3 del suddetto decreto, per cui l’eventuale effettuazione dell’ECG per il rilascio del certificato per sport non agonistico dipende dalla valutazione del medico prescrittore.

·         Resta in vigore l’art. 4 del DM  24 aprile 2013, relativo alla certificazione per le attività di particolare ed elevato impegno cardiovascolare tipo “gran fondo”.

Il certificato per sport non agonistico è obbligatorio solo per le 3 categorie di persone già descritte dal precedente DM del 1983, abrogato e sostituito dal nuovo: alunni per attività sportive parascolastiche, alunni per giochi sportivi studenteschi nelle fasi precedenti quella nazionale e soggetti tesserati per società sportive come non agonisti (per es. i bambini che praticano calcio e non hanno ancora 12 anni).

Gli accertamenti previsti per le attività di particolare impegno cardiovascolare sono gli stessi (con l’eccezione della spirometria e dell’esame urine) di quelli previsti per l’attività sportiva agonistica: a questo proposito, la FMSI ha chiarito che anche i controlli e le certificazioni per queste attività, così come per le attività sportive non agonistiche, possono essere effettuati dallo specialista in medicina dello sport.