Più movimento, più traumi

L’Istituto di Medicina Preventiva e Sociale dell’Università di Zurigo ha studiato le relazioni tra gli infortuni e la pratica di attività fisiche e sportive. E’ ormai scientificamente dimostrata l’assoluta importanza per la salute di un’attività fisica regolare, tuttavia qualunque attività motoria comporta un certo grado di rischio di traumi. I traumi possono essere di tipo acuto, il classico infortunio provocato da una caduta o da uno scontro fisico,  o di tipo cronico, cioè lesioni da sovraccarico che si manifestano nel tempo dopo numerosissime ripetizioni di un gesto motorio abituale. Gli autori della ricerca sottolineano che il timore di infortunarsi potrebbe scoraggiare alcune persone abitualmente sedentarie dall’intraprendere uno stile di vita più attivo e adeguato per il loro benessere.

Le attuali conoscenze sul rapporto tra attività fisica o sportiva e rischio di infortuni non sono ancora del tutto complete, poiché  finora l’interesse si è rivolto su singoli sport o su casistiche di infortuni sportivi registrati presso centri traumatologici e di pronto soccorso. Gli autori hanno pertanto esaminato la letteratura scientifica alla ricerca di indicazioni sugli infortuni distinti per tipo di attività (sportiva o ricreativa),  intensità (lieve, moderata o vigorosa) e età della popolazione coinvolta (giovani, adulti, anziani).  

Gli studi disponibili su bambini e adolescenti riguardano prevalentemente attività sportive o comunque  vigorose: c’è una evidente correlazione tra la quantità di attività sportiva/vigorosa svolta e l’aumento del rischio di infortuni. In particolare tra gli atleti i traumi sono più frequenti e aver già subito un infortunio aumenta il rischio di successivi eventi, mentre l’allenamento specifico ha un effetto protettivo. Tra i militari gli infortuni sono più frequenti nelle reclute con scarsa forma fisica. Gli adulti in età lavorativa sono più esposti ad infortuni quando praticano attività fisica di intensità elevata o moderata rispetto a quella di intensità lieve. Negli anziani partecipanti a  programmi di attività fisica che includano rafforzamento muscolare, esercizi per l’equilibrio e attività aerobiche come il cammino si riduce il rischio di cadute; l’attività fisica regolare riduce inoltre il rischio di frattura da osteoporosi dell’anca. Appare quindi chiaro il legame tra intensità e quantità totale dell’attività fisica ed esposizione al rischio di infortuni; tra i benefici dell’attività motoria c’è comunque un miglioramento generale dell’efficienza fisica e ciò potrebbe avere in un secondo tempo un effetto protettivo verso gli infortuni. Mettendo in rapporto i rischi e i benefici, gli autori concludono che i maggiori vantaggi si hanno negli anziani (forse perché le attività fisiche svolte sono di minore intensità), seguiti dagli adulti e dai più giovani. Vanno quindi adottate tutte le misure necessarie per poter svolgere le attività fisiche o sportive con il maggior livello di sicurezza possibile, inclusi programmi di allenamento generale e specifico, uso di attrezzature ed equipaggiamento idonei, informazione e formazione, prevenzione nel luogo di svolgimento dell’attività.