La ragnatela bianca

Oltre 500 km di piste distribuite tra 7 centri sciistici, che si snodano tra radure ed estesissimi boschi ad altitudini comprese tra 1000m e 2000m: ecco cosa offre l’Altopiano dei 7 Comuni agli appassionati dello sci di fondo. I binari e le piste battute seguono i tracciati di una fitta rete di stradine sterrate e sentieri, molti dei quali retaggio della Grande Guerra del 1915-18, che collegano gli angoli più remoti dell’Altopiano. Questa particolarità locale consente di unire al divertimento e all’allenamento fisico il piacere della scoperta di ambienti naturali spettacolari e di siti storici non raggiungibili d’inverno con i gli autoveicoli. La scritta FVL  “fondo vita lunga”, che campeggia sul rifugio base del Centro Fondo di Gallio, ben rappresenta il valore salutare oltre che sportivo di questa bellissima disciplina. Oltre alle attività turistiche e amatoriali, le piste ospitano importanti competizioni come campionati del mondo e gare FISI: nel febbraio del 2013 si terranno nel nuovo stadio da realizzare nella Golf Arena i mondiali master di sci nordico. A partire dal 1973 nel mese di febbraio si disputa inoltre sull’Altopiano di Asiago, nel territorio comunale di Enego, la gara di gran fondo “Marciabianca”. Gli sciatori percorrono un tracciato di 25 o 50 km a tecnica libera su un unico anello, realizzato nel comprensorio del locale centro di sci di fondo. Dall’edizione 2012 è previsto che i pettorali degli atleti siano dotati di microchip, che grazie ad una nuova tecnologia di cronometraggio permetteranno di inserire i partecipanti in una o nell’altra classifica in base ai controlli effettuati durante il percorso. La gara è inserita nel calendario ufficiale FISI e si sarebbe dovuta disputare nei giorni scorsi. Purtroppo questa edizione ha dovuto essere annullata per la scarsità di neve che rendeva insicuri alcuni passaggi del percorso: il precipitare delle condizioni della pista nell’imminenza della gara ha visto l'acqua scorrere copiosa su alcuni tratti intaccando così i binari già tracciati, a causa del forte rialzo della temperatura diurna. Nelle gare di granfondo la partenza viene segnalata con un colpo di pistola a tutti gli atleti, che partono contemporaneamente da una linea su cui vengono disposti secondo l'ordine di merito: questa modalità è detta partenza in linea o mass start. Vince l'atleta che per primo attraversa il traguardo dopo aver completato il percorso, che può essere di 30 km o 50 km per gli uomini e di 30 km per le donne. Il confronto diretto tra gli atleti, assente nelle più comuni gare a cronometro, ha aggiunto spettacolarità e permette di sviluppare diverse tattiche di gara.  Dalla stagione 2008/2009, è stata introdotta la possibilità di sostituire gli sci ad intervalli prestabiliti, in maniera simile al pit stop adottato in Formula Uno. Questo ha ulteriormente aumentato gli elementi tattici e spettacolari, rendendo possibile una preparazione degli sci con sciolina e paraffina anche durante la gara.

 

La tecnica

Lo sci di fondo viene praticato su percorsi a circuito che consentono di ritornare al punto di partenza, in genere con dislivelli poco ripidi; a differenza dello sci da discesa, non è la forza di gravità il motore dell'azione, bensì il lavoro muscolare dello sciatore. La modalità per avanzare sulla neve distingue 2 grandi categorie in cui si suddividono le competizioni sportive: tecnica classica e libera.

La classica era la sola tecnica praticabile fino agli anni 80, prima della battitura meccanica delle piste, quando si seguivano i solchi tracciati dai primi passaggi sulla neve fresca. Lo sciatore avanza su due solchi paralleli detti “binari”, che aiutano lo scorrimento degli sci e al tempo stesso li contengono e li indirizzano; egli deve uscire dai binari per affrontare salite molto ripide e curve strette. I lunghi bastoncini, piantati nella neve con il puntale, trasmettono la spinta degli arti superiori mentre gli sci trasmettono le spinta degli arti inferiori. Per effettuare questa azione, lo sci col quale si spinge resta fermo e tutto il peso del corpo grava su di esso. Esistono diverse sequenze di movimenti degli arti superiori e inferiori: dalla prima all’ultima diminuisce la forza sviluppata e aumenta la velocità, per cui sono adatte a diversi tratti del percorso e/o a diverse fasi di gara.

1.       Passo alternato, composto dalla spinta di una gamba e del braccio dell’altro lato, a cui segue l’azione degli arti opposti con una sequenza per l'appunto alternata, simile a quella della marcia e della corsa;

2.       Passo spinta, realizzato dalla spinta contemporanea di entrambe le braccia con un piegamento in avanti del busto, seguita dalla spinta della gamba mentre si riportano il busto in posizione eretta e le braccia davanti pronte per una nuova spinta. 

3.      Scivolata spinta, spinta contemporanea di entrambe le braccia con un piegamento in avanti del busto, seguita dal ritorno alla posizione iniziale con uno slancio in avanti delle braccia per sfruttare l’inerzia, senza spinta di gambe e quindi con gli sci sempre in movimento.

La spina di pesce consiste nello stesso movimento dell'alternato, ma con gli sci aperti in avanti a formare una V: gli attrezzi non scivolano ma fanno molta presa e consentono di affrontare le salite più ripide.

L’attrito necessario alla tenuta dello sci per  tutti questi passi si ottiene stampando nella parte centrale della soletta dei rilievi detti "squame" (a scapito della velocità), oppure spalmando sulla stessa delle resine dette scioline che creano attrito statico ma penalizzano molto meno lo scorrimento dello sci. Per ogni tipo di neve esistono scioline specifiche.

La tecnica del pattinato o skating è stata resa possibile dal maggiore spazio di neve compatta ai lati del binario creato dalla battitura delle piste con motoslitte e gatti della neve.  Sperimentata in Finlandia, questa nuova tecnica che non necessita di sciolina di tenuta rendendo gli sci molto più veloci si diffuse rapidamente in ambito agonistico e fu poi applicata anche al di fuori delle gare. Anziché avanzare nei binari,  gli sci scorrono alternativamente e diagonalmente rispetto al senso di marcia, con le punte aperte all’esterno. Lo sci viene appoggiato sullo spigolo interno e divaricato di punta per creare una superficie di appoggio sulla quale imprimere la forza di spinta. Durante questa azione lo sci continua a scorrere, seppur diagonalmente,  consentendo così allo sciatore di mantenere la velocità anche in fase di spinta. Questa tecnica permette di raggiungere velocità superiori ma impone di procedere a zig-zag: i passi della pattinata si eseguono infatti fuori dalle tracce perché sono composti da continui cambi di direzione. Ad ogni passo il peso del corpo appoggia sullo sci che scorre e il busto ne segue la direzione, mentre gli arti superiori concorrono all’azione di quelli inferiori indirizzando la propria spinta nella direzione di avanzamento. Anche in questo caso ci sono diverse sequenze di movimenti.

1.       Il passo corto o da salita  si esegue con gli sci molto aperti e avviene in due tempi, nel primo si fa una pattinata con simultanea spinta della braccia e il busto rivolto nella direzione dello sci che  scorre, nel secondo tempo si pattina con l'altro sci sollevando il busto per riportarlo nella posizione iniziale. Le braccia spingono sempre verso lo stesso sci, destro o sinistro, rendendo questo passo asimmetrico; sviluppa molta forza e poca velocità ed è quindi adatto alle salite.

2.       Nel passo doppio gli sci sono meno divaricati rispetto al passo corto; anche in questo passo si esegue una pattinata e una spinta di braccia con piegamento del busto ma una volta esaurita la propulsione si gira il busto nell'altra direzione e si ricomincia con un'altra spinta, così che il passo risulta simmetrico. Sviluppa una discreta forza e una buona velocità ed è pertanto adatto ad accelerazioni e tratti di falsopiano in salita.

3.       Nel passo lungo  gli sci sono ancora meno divaricati; lo sciatore pattina e spinge con le braccia  piegando in avanti il busto, rivolto verso la direzione dello sci che scorre. Poi riporta il busto nella posizione iniziale e slancia in avanti le braccia per sfruttare l’inerzia con un movimento globale asimmetrico. Questo passo sviluppa poca forza ma molta velocità ed è quindi adatto a tratti di pianura e leggera discesa.

Per affrontare le curve in entrambe le tecniche si porta lo sci interno nella nuova direzione, poi con una pattinata e una spinta di braccia si crea una forza laterale per cambiare direzione e allineare lo sci esterno, cercando di perdere poca velocità; il gesto viene ripetuto più volte, finchè non è finita la curva. Se la velocità è troppo elevata rispetto al raggio della curva, si esegue una derapata simile a quella usata nello sci da discesa, ponendo entrambi gli sci nella nuova direzione e premendo su di essi. Nelle discese si usa la tecnica spartineve sulla pista battuta o si scende restando sui binari con gli sci paralleli e il busto piegato in avanti come nello sci alpino, tenendo conto che gli sci da fondo stretti e leggeri offrono in queste condizioni una tenuta molto minore e richiedono pertanto il possesso di buone capacità tecniche. 

La definizione di tecnica libera usata nelle gare di skating indica la possibilità per gli atleti di usare sia la tecnica classica sia la pattinata.